LA SCALA ANTROPOLOGICA SETTENARIA

 

ARGOMENTO N. 4

 

SECONDO GRADO: IL CORPO VIVENTE

 

 

 

 

 

  

(continua dal n. 3)

1) L'ALIMENTAZIONE DEL CORPO VIVENTE

     Dopo aver considerato l'alimento "impressione", che in realtà è un alimento della mente, passiamo ora a considerare l'alimentazione del corpo fisico. Gli argomenti sono appena accennati, ma il lettore attento saprà memorizzare le parti fondamentali da approfondire per proprio conto. Parleremo soprattutto dell'aspetto "individuale" dell'alimentazione. Per quanto riguarda il suo aspetto collettivo, cioè la preparazione del cibo a livello industriale, la sua distribuzione, la sua vendita ecc., esso fa parte della "politica", e  sarà affrontato più avanti.

 

L’ALIMENTAZIONE DELLA STRUTTURA FISICA DEL CORPO

 

Il corpo fisico è già stato paragonato ad una macchina, ad una delicatissima macchina biologica. Esso è' il corpo materiale che vive nel Mondo fisico/tridimensionale/euclideo, dove è veicolo di manifestazione della sua parte reale, la parte animica. Dopo la morte, si disgrega rapidamente. Non si può parlare di Corpo Fisico se non si parla anche di Corpo Vitale,  che è chiamato anche Corpo Eterico.

Il Corpo Vitale si compenetra al Corpo fisico e ne permette l'esistenza costituendone il tessuto energetico. E’ dunque un corpo energetico. Un Corpo vitale forte rende anche forte e in buona salute il Corpo fisico. I due Corpi sono strettamente uniti e interdipendenti e, insieme, permettono all'Essenza di manifestarsi nel mondo cellulare dello spazio/tempo.

Talvolta, il Corpo vitale può esser visto sotto forma di AURA variamente colorata, una specie di corona luminosa che circonda il corpo fisico e i cui colori cambiano a seconda delle condizioni fisiche, psichiche o spirituali del soggetto. Esistono anche in commercio apparecchiatura in grado di distinguere l'aura, basate sul metodo Kirljan.

Come il Corpo fisico, anche il Corpo vitale è già generato, ma deve essere "rigenerato". Dopo la morte, il Corpo vitale si disgrega assieme al Corpo fisico, e talvolta si rende visibile accanto alla tomba con l'aspetto di una fiammella verde-bluastra: il fuoco fatuo.

            Il Corpo Vitale non ha bisogno di essere alimentato. Esso nasce assieme al corpo fisico già dotato di tutta la carica necessaria, perfetta o imperfetta secondo le regole carmiche. Può deteriorarsi entrando in intimo contatto con Corpi vitali imperfetti o allterati (ad esempio i cibi transgenici), può essere riparato attraverso pratiche mediche energetiche (agopuntura, omeopatia). Invece il Corpo Fisico, come tutte le macchine, ha bisogno di essere alimentato. Però, a differenza di molte altre macchine, è costruita in modo da non richiedere alimenti altamente specifici. Questo perché possiede un apparato (l’apparato digerente e l’apparato respiratorio) in grado di depurare apparentemente senza limiti il proprio materiale energetico e di ridurlo a dimensioni elementari[1].

            Ciononostante, è ugualmente necessario prestare particolare attenzione all’alimentazione[2] (cibo e aria),  e ciò per un insieme di motivi che andremo ad esporre in maniera estremamente sintetica.

                                                                                            

                                                                                        

 

A) PER QUANTO RIGUARDA IL CIBO

             1) Quantità. Nella nostra cultura, si tratta soprattutto di evitare la sovralimentazione e le sue conseguenze: sovraccarico delle strutture osteoarticolari, con aggravamento di patologie ossee in atto o loro precoce comparsa; esaurimento degli apparati ghiandolari (con, ad esempio, insorgenza precoce di diabete mellito); insufficienza respiratoria; iperlipemia e ipecolesterolemia; ipertensione arteriosa.

            Bisognerebbe alzarsi da tavola non ancora completamente sazi o adottare dei metodi pratici, come il digiuno periodico,  per tenere sotto controllo l’apporto alimentare.

           

            2) Qualità. Si tratta di rispettare tre semplici regole.

         1)  ridurre il più possibile l’assunzione di cibi tossici e cioè:

- alcol ed aceto;

- alimenti trattati chimicamente con coloranti e sbiancanti (come per esempio lo zucchero raffinato e la farina bianca);

- alimenti venduti in scatola o preconfezionati, in genere trattati con conservanti.

     2) eliminare tutti i cibi manipolati geneticamente, in quanto portatori di una “tossicità energetica”, invisibile, ma non meno pericolosa della tossicità chimica[3]. Evitiamo di entrare in una polemica esistente da tempo. Tuttavia è evidente che, assumendo un cibo, ne assumiamo anche la parte "vitale", ed i cibi geneticamente manipolati, identici, o addirittura più belli e resistenti su un piano puramente fisico, sono alterati sul piano vitale. Con che conseguenze? Non possono essere che negative, in quanto si sostituisce un prodotto costruito dalla Natura (Madre Natura) con uno costruito dall'uomo a fini quasi sempre speculativi. Assumendo simili cibi "non naturali", danneggiamo la nostra parte vitale.

     3) ridurre il consumo di carni e grassi animali. A questo proposito, bisogna notare come il progressivo aumento della domanda, da parte del consumatore, di un certo tipo di carne (tenera e magra) abbia indotto molti allevatori a nutrire il bestiame con mangimi addizionati di sostanze chimiche e a controllarne la crescita con tecniche crudeli e innaturali[4]. Per quanto riguarda i maiali di allevamento, essi sono ormai il risultato di una programmazione non lontana da una vera e propria manipolazione genetica. Attenzione andrebbe poi posta anche nei confronti di prodotti di origine animale (burro, formaggio, uova), sia per il loro alto contenuto in sostanze nutrizionali non desiderabili (colesterolo, trigliceridi, acido ossalico), sia per l’alto rischio di sofisticazione, sia per il loro scarsissimo apporto di sostanze fibrose,  indispensabili  per  un corretto e rapido transito delle scorie nel canale intestinale[5].

            Bisognerebbe senz’altro dare la preferenza al pesce[6], privilegiare il consumo di cereali integrali, che consentono l’indispensabile apporto di proteine[7] e di fibre, e quello di frutta, ortaggi e verdure, per il loro alto contenuto in vitamine e sali minerali. Le verdure a foglia larga, in particolare, contengono alti quantitativi di acido folico, riconosciuto fattore protettivo verso il cancro del colon.

             Nell’alimentazione, tuttavia, ciò che importa non è soltanto la quantità e la qualità dei cibi.

            Importante è anche considerare come si mangia. Molte persone mangiano parlando, in fretta, litigando, nella confusione, pensando ad altro, con la radio o la televisione accesa. E’ invece fin troppo evidente l’opportunità di consumare il pasto concentrati sul cibo, assaporandolo lentamente e senza sprecarlo. Il pasto è, dopotutto, un rituale sacro, perchè sacro è il corpo da nutrire. Antiche culture rivestono il cibo di forme simboliche, accompagnandone l’assunzione con appropriata gestualità (vedi, ad esempio, la cerimonia del tè della tradizione cinese).

            E’ opportuno chiedersi anche perchè si mangia. Forse per gola? Per ingordigia? Per dovere? Alimentarsi sotto la spinta di istanze psichiche non può che preludere ad altri successivi squilibri. Solo la parte istintiva, libera da condizionamenti mentali, è in grado di indicare quando sia venuto il momento di mangiare. Spesso, invece, mangiamo  per spezzare il lavoro,  per ingannare il tempo,  per “calmare i nervi”,  per  far  piacere  a  qualcun altro. Ancora, dovremmo considerare quando si mangia, dove e con chi. Il nostro apparato digerente può  accettare e  trasformare senza danno solo tre pasti al giorno,  assunti a distanza di circa  6/7 ore,  con pausa durante il sonno notturno. Inoltre, sarebbe bene non mangiare subito dopo sforzi fisici o mentali, appena alzati o prima di dormire. Così, è bene mangiare in un posto tranquillo, meglio se a casa propria, da soli o con persone a noi psicologicamente affini. I ristoranti dovrebbero costituire delle eccezioni e così pure le riunioni conviviali.

            A conclusione di tutti questi discorsi, in gran parte peraltro scontati,  è evidente che  l’uomo  non  può pretendere di trovare cibo genuino se egli per primo è all’origine del deterioramento ambientale. Far uso eccessivo e non giustificato di detersivi “aggressivi”, materie plastiche, diserbanti, insetticidi, bombolette spray ecc. significa doversi alimentare sempre più con cibo contaminato da tali sostanze. Inoltre, lo spreco delle risorse (acqua ed energia in primo luogo) fa sì che esse diventino sempre più rare e preziose, ed ottenute a prezzo sempre più alto. Questo,  senza  considerare  la responsabilità morale di  interferire  con  un  pianeta,  la Terra,  considerato sempre più, al pari degli altri corpi celesti, un organismo vivente.

    

B) PER QUANTO RIGUARDA L’ARIA

             L’aria che respiriamo[8], dopo essere stata depurata dal rinofaringe e dall’albero bronchiale, cede, per mezzo degli alveoli polmonari, una certa quota di ossigeno al sangue, che la trasporta nei tessuti affinché possano aver luogo le diverse reazioni chimiche della nutrizione e del ricambio energetico. A nulla, infatti, servirebbe il cibo se non ci fosse la respirazione: la trasformazione della materia, che nell’uomo e nella maggioranza degli animali ruota attorno ai processi ossidativi, non potrebbe verificarsi.

            L’apparato respiratorio, tuttavia, non è in grado di arrestare l’assorbimento di gas venefici o dannosi che si dovessero occasionalmente trovare nell’aria, come ad esempio l’ossido di carbonio (gas di scarico delle automobili, combustione del metano per uso domestico ecc.), l’ammoniaca, l’anidride solforosa, l’ossido di  azoto  (scorie di impianti industriali).  Inoltre,  la presenza  eccessiva  di  gas  ritenuti non  tossici,  come il metano, l’anidride carbonica e il vapor d’acqua, agisce nel senso di diluire la concentrazione dell’ossigeno necessario al fabbisogno energetico. Senza parlare dei fumi (industriali, domestici o voluttuari) che, depositando particelle bituminose sull’epitelio dell’albero bronchiale, sono causa di irritazioni croniche e di lesioni precancerose[9].

            E’ pertanto evidente l’opportunità di curare l’alimentazione anche per ciò che riguarda l’aria che respiriamo, proprio con la stessa attenzione che riserviamo al cibo, incominciando, se non possiamo intervenire attivamente nelle scelte di politica sociale, dalle nostre stesse abitudini: smettendo di fumare, limitando l’uso dell’automobile per spostarci in città, riducendo il consumo di combustibili e di gas tossici ecc. ecc..

            Ricapitolando, diamo qui di seguito, soprattutto a titolo di esempio, un elenco schematico di alcuni comportamento da adottare nei confronti dell’alimentazione, da completare eventualmente a cura di chi legge.

 

         

          - selezionare il cibo in base a criteri di qualità, quantità, varietà

           - preparare il cibo con cura e dedizione, dando valore anche alla sua forma esteriore

           - darsi un orario per i pasti e rispettarlo

           - non mangiare dopo essersi affaticati o prima di dormire o appena alzati

           - mangiare in silenzio e concentrati sul cibo, assaporandolo e masticandolo lentamente

           - non sprecare ciò che si mangia

           - eliminare, se possibile, la carne di maiale

           - alzarsi da tavola mai completamente sazi

           - ogni tanto fare una pratica di digiuno

           - non inquinare l’ambiente

           - non fumare

           - non sprecare le risorse

          

  


 

[1]     Come se, per esempio, un’ automobile, alimentata con un qualsiasi derivato del petrolio, fosse in grado di raffinarlo da sola e di sintetizzare il particolare tipo di benzina di cui abbisogna.

 

[2]  Il 27.mo esagramma dell’ I King  (fig. 3)  ammonisce: “Guarda all’alimentazione ed alle cose con le quali un uomo cerca egli stesso di riempirsi la bocca” (Anonimo, forse Lao Tse: “I KING, o il libro dei mutamenti, ed. Astrolabio).                                Un noto proverbio popolare afferma: “L’uomo è ciò che mangia”.

 

[3]  Su questo argomento vedi anche l’ultimo capitolo di questa dispensa.

 

[4]  Molti vitelli di allevamento vengono volutamente azzoppati e  tenuti legati alla greppia con una corta catena per provocarne l’immobilità e quindi una rapida crescita ponderale. Ciò induce in loro un costante stato di sofferenza, che, sommandosi a quella provocata al momento della macellazione, provoca un passaggio nelle carni di impressioni negative, assimilate poi dal consumatore sotto forma di energia contaminata. Senza parlare del fatto che gli animali, se consapevoli della loro macellazione, irrigidiscono la muscolatura rendendo di cattiva qualità le loro carni.

 

[5] E’ noto che le fibre, creando volume nel lume intestinale e favorendo la peristalsi, diminuiscono il tempo di contatto tra le scorie di cibo e la parete del colon. Esercitano quindi una funzione anticancro.

 

[6]  Riguardo alle carni animali, è senz’altro preferibile il pesce alla carne. In primo luogo perchè il pesce viene consumato fresco, mentre la carne dopo un più o meno lungo periodo di putrefazione (frollatura); poi, perchè i pesci, essendo    meno evoluti, hanno presumibilmente meno coscienza del dolore provato al momento della loro uccisione e non trasmettono quindi in chi li mangia le vibrazioni negative della loro estrema sofferenza.

 

[7]  Nonostante molti la pensino diversamente, le proteine di origine vegetale contengono tutti gli aminoacidi necessari all’organismo umano e sono quindi equiparabili a quelle di origine animale.

 

[8]  L’aria è in realtà un miscuglio gassoso costituito da ossigeno, rappresentato per circa il 21%, azoto (78%) a argon (1%). Vi sono inoltre tracce di anidride carbonica e di gas rari. Tale proporzione quantitativa   rimane relativamente stabile in tutta la troposfera, cioè fino ad un’altezza di circo 12.000 metri sul livello del mare. Di tutti i componenti dell’aria, è tuttavia solo l’ossigeno ad essere utilizzato dal corpo umano e, in genere, da tutti gli organismi viventi definiti “aerobi”, per le reazioni chimiche necessarie al mantenimento della vita.

 

[9]  Non vogliamo parlare in questa sede del fumo per uso voluttuario (sigaretta e simili), i cui effetti dannosi sono ormai evidenti e comunemente accettati

  

(secondo grado - il corpo vivente - : continua)

 

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